Liste e acrostici
I problemi portano saggezza e tenacia.
Il tempo porta maestria.
L’esperienza porta l’arte di rimediare.
La decisione porta il discernere il giusto dallo sbagliato.
Il pensiero fa sorgere la saggezza.
Lo sviluppo fa sorgere la qualità.
Il cuore della prosperità:
diligente nel guadagnare;
attento nel conservare;
con buoni amici;
vivendo secondo i propri mezzi;
provvedendo al proprio sostentamento in modo conveniente.
L’arte di essere benvoluti. Nell’originale è un acrostico: le iniziali delle cinque massime, lette in fila, compongono la parola mahāniyom, «essere amati da tutti».
- amorevole gentilezza;
- guadagnarsi da vivere onestamente;
- buon carattere, con umiltà;
- un volto sorridente e sereno;
- cordialità e generosità d’animo.
Una buona stella. Anche qui le iniziali compongono una parola, duang dii, «una buona sorte».
- buon carattere, beneducato, portato allo studio;
- parole gentili, eloquio piacevole, prontezza di spirito;
- grazia e bellezza di corpo e di mente;
- buono nel corpo, nella parola, nel pensiero, nell’azione e nel cuore.
Per vivere una vita di qualità e di successo:
- vivi secondo un tuo piano;
- trova lo scopo della tua vita;
- adòperati a compierlo;
- fa’ per primo ciò che è importante;
- non trascurare un problema, per quanto piccolo;
- non perderti d’animo né rinunciare con facilità;
- dèdicati, lavorando con pieno impegno;
- fa’ che ogni cosa riesca bene, della più alta qualità;
- fa’ che ogni cosa sia di beneficio a te e agli altri;
- non recare disturbo a te stesso né agli altri;
- migliòrati per essere sempre migliore;
- esamina e riesamina te stesso di continuo;
- correggi le tue debolezze e manchevolezze;
- non smettere mai di indagare e cercare esperienza.
Il dono e il donatore
La maggior parte della gente pensa che dare sia perdere, perché è avvezza solo a ricevere e non ha mai pensato di essere donatrice. Essere donatore ed essere richiedente si sentono in modo diverso: da richiedenti siamo in ansia se ci daranno o no, fino a sentirci inferiori; da donatori, invece, sentiamo il nostro valore salire all’istante.
Dare a chi amiamo, o dare perché il dovere lo esige, nel nostro cuore non conta ancora come essere un vero donatore. E lo stesso vale per chi dà nella speranza di un ritorno.
Ma se doniamo a qualcuno che non ha nulla a che fare con noi, senza alcun ritorno, pensando soltanto che stiamo donando, questo mostra che siamo un donatore dal cuore veramente nobile.
Addestrarsi a donare può essere arduo all’inizio, per riluttanza o per altre ragioni; ma quando pratichiamo spesso il dare — dal poco al molto, quanto possiamo senza danneggiarci — il flusso della felicità del dare a poco a poco si imbeve nel cuore, fino a crescere sempre più. Una volta felici nel dare, ogni dono ci porterà gioia, e il pensiero che dare sia perdere sparirà: resterà solo un flusso di amorevole gentilezza che sorge dentro di noi.
Problemi e lasciar andare
I problemi sono di due specie: quelli che si possono risolvere, che risolviamo via via, e quelli oltre il nostro potere, che dobbiamo lasciar andare. Ogni cosa nel mondo ha la sua legge fissa: nella gara c’è il perdere, il vincere e il pareggiare; negli affari c’è profitto, perdita e pareggio; c’è guadagno e perdita, felicità e sofferenza, amore e odio, un problema e la saggezza, il sorgere e il cessare — ecco tutto. Finché siamo nel mondo dobbiamo incontrarne le vicende: è naturale. Quando dunque il cuore è turbato, cerchiamo quale sia la causa della sofferenza; a volte ci aggrappiamo noi stessi alla sofferenza — alle parole altrui, alla paura, al sospetto, o a ciò che non si può più rimediare. Conosciuta la sofferenza, comprendi che tutto ciò che è oltre il nostro potere di possedere ci insegna il significato delle parole «lasciar andare».
Il mondo di oggi
Oggi abbiamo case più grandi, ma famiglie più piccole.
Abbiamo più comodità, ma meno tempo.
Abbiamo più istruzione, ma meno buon senso.
Abbiamo più conoscenza, ma meno ragione.
Abbiamo mezzi di comunicazione più comodi, ma meno amicizia.
Abbiamo più quantità, ma meno qualità.
Abbiamo più denaro, ma meno felicità.
Abbiamo più profitto dal lavoro, ma salute peggiore.
In mezzo a un mondo fattosi più avanzato, l’ambiente peggiora di giorno in giorno. L’umanità vive grazie a questo mondo, il cui futuro, a sua volta, dipende da lei. Ogni cosa, in questo mondo, è sempre appena sufficiente: solo, non può mai bastare all’avidità dell’uomo.
Otto modi per addestrare se stessi
- addèstrati a essere calmo e immobile;
- non scivolare nell’orgoglio e nella presunzione;
- sii uno che non accumula;
- non dar retta ai pettegolezzi;
- non ossessionarti di aver ragione;
- non lasciarti sviare dalla brama;
- sappi che tutto presto passa;
- sappi perdonare e sacrificarti.
1. Sii calmo e immobile. Sii composto e saldo, dicendo solo ciò che è buono; non dire ciò che è cattivo, poiché ogni parola o critica dannosa non fa che rendere la mente meschina e offuscata. Rifletti su tutto ciò che diresti, ma non dire tutto ciò che pensi.
2. Non scivolare nell’orgoglio. Sii una persona comune; non crederti importante. Quando ti accade qualcosa, non dare troppo peso a te stesso. Abbi umiltà e sappi onorare gli altri, poiché la persona d’onore è quella che onora gli altri.
3. Non accumulare. Addèstrati a non aggrapparti a nulla. Ogni accumulo di cose è un peso, più o meno — eccetto l’accumulo di bontà.
4. Non dar retta ai pettegolezzi. Addèstrati a vedere attraverso l’andamento ordinario del mondo, poiché non c’è nessuno di cui non si spettegoli: perfino dentro una stessa famiglia si spettegola l’uno dell’altro, figurarsi degli estranei. Chi è facilmente scosso dai pettegolezzi mostra di non vedere ancora attraverso il mondo.
5. Non ossessionarti di aver ragione. Addèstrati a prendere le cose con leggerezza, senza impuntarti su nulla. Chi è ossessionato dall’aver ragione, e non accetta alcuna opinione diversa, diventa pieno di vedute presuntuose: ha ragione su tutto, eppure non ha felicità, perché deve combattere i pensieri di chiunque gli stia intorno, solo per amore di aver ragione secondo il proprio metro.
6. Non lasciarti sviare dalla brama. Addèstrati a non essere troppo schiavo del denaro; impara ad accontentarti di ciò che puoi guadagnare e di ciò che hai. Conosci le parole «quanto basta», poiché in questo mondo nulla è il meglio e nulla è il più perfetto: tutto sta in quanto ne siamo contenti. Una volta che conosciamo il «quanto basta», non abbiamo bisogno di molto denaro, e la vita può fare assai più che soltanto guadagnare. L’agio del corpo può venire dall’avere; ma l’agio del cuore viene dall’avere abbastanza. La persona felice non è chi ha tutto, ma chi è felice di tutto ciò che ha.
7. Sappi che tutto presto passa. Quando c’è sofferenza, sappi che presto passerà; quando c’è felicità, sappi che presto passerà; quando incontri circostanze cattive, sappi che presto passeranno — non accadono a te soltanto, né restano per tutta la vita. Perciò quando sali non t’inebriare, e quando scendi non perderti d’animo: tra poco ogni cosa passa sempre.
8. Sappi perdonare e sacrificarti. Addèstrati all’amorevole gentilezza, poiché una mente che ne è dotata è una mente pura. Guarda te stesso per correggerti, e gli altri per perdonarli; quando saresti in collera con qualcuno, richiama alla mente il bene che ti ha fatto, e non sarà difficile perdonare — e il primo a beneficiarne è se stessi. Quanto al sacrificarti: è addestrarti a donare e ad accettare qualche svantaggio, poiché il sacrificio di sé è la generosità d’animo al suo grado più alto. La vita si sostiene con ciò che otteniamo, ma va avanti con ciò a cui rinunciamo. Questo mondo può andare avanti anche senza religione, ma non potrà mai recare felicità se è privo di perdono, di amorevole gentilezza e di sacrificio di sé: perché queste sono cose della massima importanza per il mondo.
«Il nemico più temibile…»
Il nemico più temibile: sono i nostri stessi pensieri.
Il più grande fallimento: lo scoraggiamento e la disperazione.
L’atto più stolto: ingannare se stessi.
La cosa più odiosa: l’egoismo.
La peggiore sconfitta: essere sconfitti dal proprio cuore.
L’errore più grave: rifiutare di accettare la verità.
La cosa più preziosa: avere una salute integra.
La cosa di cui più andar fieri: aver fatto il bene.
La cosa più degna d’essere posseduta: la pazienza e l’impegno.
La cosa più onorevole: aiutare gli altri.
La cosa più lodevole: il sacrificio di sé.
La cosa più da custodire: le proprie parole e azioni.
La cosa più da coltivare: la consapevolezza e la saggezza.
