Ecco le benedizioni — le cose che recano vera prosperità — nell’insegnamento del Buddha:
- non frequentare gli sciocchi;
- accompagnarsi ai saggi;
- onorare chi merita onore;
- dimorare in una regione e in un luogo adatti;
- aver già fatto merito in passato;
- comportarsi in modo appropriato;
- essere persona di molto sapere;
- essere persona di particolare abilità;
- essere persona di disciplina e ordine;
- dire solo ciò che è buono e utile;
- assistere e aver cura dei genitori;
- sostenere e guidare i figli nella retta via;
- aver cura attenta del coniuge;
- dedicarsi con cura al proprio lavoro, portandolo a compimento;
- essere generosi nel sacrificio e nel dono;
- vivere secondo il Dharma;
- sostenere i propri parenti;
- fare ciò che non turba né sé né gli altri;
- astenersi da ogni male;
- essere persona vigile;
- essere persona di dovuta reverenza;
- essere persona di umiltà e modestia;
- essere contenti di ciò che si ha;
- avere gratitudine verso i benefattori;
- ascoltare il Dharma;
- essere persona di pazienza;
- essere persona di calma e compostezza;
- frequentare chi ha virtù;
- essere persona di impegno e sforzo;
- discutere il Dharma;
- condurre la vita santa;
- vedere chiaramente le Quattro Nobili Verità;
- gioire del Nirvana;
- restare incrollabili davanti alle vicende del mondo;
- essere persona di mente limpida e chiara;
- essere persona senza impurità nel cuore;
- essere persona di mente calma e pulita.
Il monaco le intitola «trentotto», secondo il numero tradizionale del Maṅgala Sutta; nella sua conta a mano un numero risulta saltato, sicché le voci scritte sono trentasette.
Così sono le benedizioni nell’insegnamento del Buddha.
